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Affreschi della Cattedrale

Superfici che parlano. La pittura qui non decora: racconta.

Immagini come linguaggio

Immagini come linguaggio

All’interno della Cattedrale di San Venanzio, gli affreschi non sono semplici elementi ornamentali: sono strumenti narrativi e didattici, pensati per accompagnare lo sguardo e raccontare storie sacre lungo le pareti e nelle cappelle laterali.

Due cicli pittorici si distinguono per importanza e valore storico‑artistico:

  • Il ciclo trecentesco della Cappella di San Lorenzo – Qui l’artista Allegretto Nuzi, protagonista del Trecento umbro‑marchigiano, dipinge le Storie della vita del santo martire con grande acutezza narrativa e capacità di rendere gesti e dettagli visivi. Le scene raccontano episodi di carità, martirio e devozione, e mostrano l’influenza della pittura toscana dell’epoca, con attenzione particolare ai volumi, ai tessuti e alle espressioni umane.
  • Gli affreschi del transetto di epoca post‑medievale – Nelle cappelle dedicate a San Giovanni Battista e al Santissimo Sacramento, emergono opere di Giuseppe Bastiani (fine XVI sec.) con rappresentazioni come l’Ultima Cena, segno della continuità narrativa e della ricchezza decorativa dell’interno della Cattedrale.

Lungo la navata e nelle cappelle laterali, poi, le superfici dipinte e decorate dialogano con stucchi e fregi barocchi, offrendo una lettura visiva continua della storia cristiana e delle forme di devozione che hanno segnato la comunità fabrianese.

Note

Gli affreschi sono visibili all’interno della Cattedrale, lungo le navate e nelle cappelle laterali.

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