Oratorio del Gonfalone
Dove la religiosità non si misura in monumentalità, ma in partecipazione e condivisione.
Devozione e identità collettiva
Devozione e identità collettiva
Nel centro storico di Fabriano, l’Oratorio di Santa Maria Annunziata del Gonfalone rivela la vitalità delle confraternite laiche fra XVI e XVII secolo, quando queste aggregazioni di fedeli furono protagoniste della vita religiosa, sociale e artistica della città.Visitare l’oratorio significa entrare in una dimensione in cui la devozione comunitaria diventa forma d’arte, in cui la fede non è spettacolo ma esperienza condivisa e profonda.Lo spazio è raccolto e controllato: non ha pretese architettoniche monumentali, ma la sua intensità visiva nasce dall’equilibrio tra forme, luce, colore e simboli legati alla fede. È un esempio di come l’arte sacra possa esprimersi in dimensioni intime, senza rinunciare alla grande qualità e alla funzione didattica e spirituale.L’edificio, di dimensioni modeste e privo di decorazioni esterne elaborate, rivela invece al suo interno grandi valori artistici:Il soffitto ligneo dorato, composto da 15 cassettoni intagliati e decorati in oro zecchino e argento, è opera realizzata nel 1643 dallo scultore Leonardo Scaglia, francese attivo a Roma.La pala d’altare raffigurante l’Annunciazione della Vergine, dell’urbinate Antonio Viviani, fu eseguita a Roma su commissione di Francesco Stelluti (scienziato e poeta fabrianese) attorno al 1601. Trasferita qui dopo il 1636, vi fu incorniciata sontuosamente nel 1653 da Scipione da Matelica e dorata da Mattia Bordone e Giambattista Nocenzi.
